Il collasso del contesto

Vanni Brusadin ->

Il collasso del contesto

Sono sulla bocca di tutti le bolle di notizie false che hanno modificato l’esito della campagna sul Brexit e l’elezione del presidente degli USA, gonfiate dagli algoritmi proprietari delle grandi reti sociali. Pochi mesi fa Facebook ha rilevato un’altra tendenza emergente, e per loro preoccupante: gli utenti pubblicano nelle loro timelines sempre meno dettagli personali, a favore di immagini attraenti ma generiche, frasi fatte, memi di auto-aiuto, riassunti di notizie o foto di celebrità. In poche parole, una valanga di informazione di ennesima mano. Facebook ha definito questa tendenza “il collasso del contesto”. Anziché scandalizzarci per la propagazione di un fake su Hillary Clinton o per la banalità di un youtuber alla moda, vedremo che provocare il collasso del contesto può anche non essere un fenomeno tossico come quelli citati finora, ma un’operazione di guerriglia nella lotta per la definizione del contesto stesso, come nel caso dei troll organizzati su Twitter, degli artisti pre-internet della Cacophony Society, dei tecnologi dissidenti dell’epoca di Snowden o addirittura delle orde di cacciatori di Pokemon!

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